A pochi passi di distanza c’era Tyler, il figlio di Patricia e mio fratellastro da tre anni di sofferenza. Non si era nemmeno preoccupato di indossare la cravatta. Teneva in alto il suo iPhone, il puntino rosso “Live” che brillava nel grigio pomeriggio come un occhio predatorio. Ci girò intorno, inquadrando con la telecamera la terra appena smossa e il mio viso pallido e rigato dalla pioggia.
“Sorridi per i fan, sorellina”, mi schernì, con la voce intrisa dell’arroganza di chi è disperatamente in cerca di approvazione digitale. “Dì loro come ci si sente a essere ufficialmente senzatetto”.
Non battei ciglio. Non gli diedi la reazione che il suo algoritmo desiderava. Il mio silenzio sembrò irritare Patricia. Con un sospiro teatrale, allungò la mano dietro un’imponente composizione di gigli bianchi ed estrasse un oggetto così stridente, così profondamente offensivo, da lasciarmi senza fiato. Era una scopa economica con setole di plastica, il manico avvolto in una plastica gialla sgargiante.
Me la spinse con forza tra le mani tremanti, costringendomi ad afferrarla per evitare che cadesse nel fango.
“Questa è la tua unica eredità”, sogghignò, i suoi occhi che brillavano di un veleno che non aveva più bisogno di nascondere a mio padre. “L’ala degli ospiti è sporca e devo organizzare un gala per il mese prossimo. Inizia a pulire la mia nuova casa, Elara, o trovati un ponte sotto cui dormire.”
Fissai il manico giallo neon, la plastica ruvida che mi mordeva i palmi gelati. L’odore di terra bagnata si mescolava al forte odore artificiale di menta dell’alito di Patricia. Ero completamente sola. Circondata dagli imponenti monumenti dei ricchi defunti, non mi ero mai sentita così piccola.
Mentre stringevo la scopa tra le dita, Tyler rise – una risata aspra, quasi abbaiante – e si avvicinò, avvicinando l’obiettivo del telefono a pochi centimetri dal mio viso. Ingrandì l’immagine sull’unica lacrima che finalmente tradì il mio stoicismo, sussurrando al suo pubblico: “Guardatela. La ‘Principessa’ ha finalmente trovato la sua vera vocazione di cameriera. Non perdetevi la lettura del testamento domani, ragazzi; sarà un vero e proprio bagno di sangue.”