Mentre lui era sotto la doccia, ho risposto alla chiamata senza pensarci. Non c'era tempo per riflettere, né spazio per i dubbi, e in un istante tutto è cambiato. Dall'altra parte, una donna mormorò con una risatina sommessa: "Il tuo tocco mi accompagna ancora... non sospetterà mai nulla".

Alzai lo sguardo verso la porta del bagno proprio mentre Diego usciva, avvolto in un asciugamano intorno alla vita e con il vapore che gli si appiccicava alla pelle. Mi vide seduta sul letto, immobile, con il suo telefono in mano, e la sua espressione cambiò all'istante. Non era confusione né innocenza. Era paura. Paura pura, immediata, colpevole.

"Mariana, dammelo", disse, facendo un passo avanti.

Indietreggiai prima che potesse raggiungermi. "Non avvicinarti".
Sapevo che non aveva più senso fingere. Lessi ad alta voce l'ultimo messaggio di Paola, lentamente, in modo che ogni parola avesse tutto il suo peso. Chiuse gli occhi per un secondo, come per guadagnare tempo, per trovare una versione meno indecente della verità, ma la realtà era già davanti a noi.

"Non è come sembra", mormorò.
Emisi una risata secca e spezzata. «Quella frase dovrebbe essere vietata. Certo, è esattamente quello che sembra. Mio marito che va a letto con mia cugina e organizza la cena di domani con me come se fossi un'idiota.»

Ha provato a giustificarsi. Prima ha detto che era un... Leggi la parte finale qui sotto 👇👇