Vanessa si voltò dal bancone, dando un grosso morso al suo panino, completamente indifferente. «Oh, ciao», disse, masticando rumorosamente. «I ragazzi erano esausti e casa mia è un disastro. Ho pensato che potremmo passare il fine settimana qui. È più semplice. Ho preso un po’ dei tuoi bagagli dall’armadio. Spero non ti dispiaccia.»
La discussione che seguì non fu affatto tranquilla. Fu una lite furibonda, violenta e piena di urla, che finalmente, brutalmente, diede sfogo a una vita di risentimenti repressi. I suoi figli si svegliarono piangendo per il rumore, il che non fece altro che alimentare la sua rabbia.
Alla fine mi mise alle strette nell’ingresso, il suo viso a pochi centimetri dal mio.
«Sai qual è il tuo problema, Maya?!»