Quando i documenti furono firmati, Richard non esultò. Rimase seduto lì, intorpidito, come se qualcuno gli avesse messo una montagna tra le mani e gli avesse detto di portarla. Fuori dal tribunale, Gloria gli porse i documenti.
"Ce l'hai fatta", disse.
Richard guardò le nove righe sotto il suo nome. Nove figlie. Espirò come se avesse trattenuto il respiro per anni. "Ora devo solo tenerle in vita."
Gli angoli della bocca di Gloria si contrassero. "Comincia con un biberon alla volta."
La prima notte fu un vero caos. Pianse nove volte. Nove biberon furono riscaldati. Nove piccole bocche non prestarono attenzione alla sua stanchezza. Alle due del mattino, la signora Johnson arrivò con le maniche rimboccate e i capelli raccolti intorno alla testa.
"Si sieda", ordinò.
Richard si lasciò cadere su una sedia, con gli occhi che gli bruciavano.
La signora Johnson si muoveva nella cameretta come se fosse casa sua: controllava i pannolini, sistemava le coperte e canticchiava piano.
"Come si chiamano?" chiese.
Richard sbatté le palpebre. "Non hanno ancora un nome ufficiale."
La signora Johnson fece una pausa. "Allora dagliene uno," disse. "Un bambino merita un nome."
Richard tirò fuori un piccolo quaderno, quello di Anne. Dentro c'era una pagina intitolata "Nomi per bambini", e sotto erano elencati nove nomi, scritti con la sua calligrafia ordinata. Le sue mani tremavano mentre li leggeva ad alta voce:
Speranza. Fede. Gioia. Grazia. Misericordia. Pazienza. Carità. Onore. Serenità.
Lo sguardo della signora Johnson si addolcì. "Nomi potenti," disse.
"Appartenevano ad Anne," sussurrò Richard.
"Allora l'amore di Anne vive ancora," rispose la signora Johnson. "Proprio qui."
Richard si chinò su nove culle una dopo l'altra, sussurrando il nome di ogni bambino come una promessa. Fuori, la tempesta infuriava. Dentro, una nuova vita stava nascendo.
Parte 3 – 1982–1990: Crescere sotto i riflettori