Jacob guardò l'orizzonte. Il sole era tramontato, avvolgendo il mondo in una foschia grigia e pericolosa. Sapeva che se avesse fatto un passo verso quel carro, la sua vita da tranquillo allevatore sarebbe finita. Sapeva quanto costava mettersi contro Vernon Kates.
Guardò il fienile, poi di nuovo la donna. "Fammela vedere."
Capitolo 2: La ragazza nell'ombra
La donna scese, con movimenti rigidi e artritici. Lo condusse nella parte posteriore del camion e tirò indietro il pesante telo.
Dentro, l'aria era viziata, odorava di grano vecchio e di paura. Nell'angolo più lontano, rannicchiata su se stessa, sedeva la ragazza.
Non sembrava una sposa. Sembrava un animale messo alle strette, in attesa del colpo mortale. I suoi capelli scuri erano un nido arruffato, il suo vestito uno straccio di tela di cotone sbiadita. Ma furono i suoi occhi – grandi, scuri e che riflettevano la luce della lanterna che Jacob aveva appena acceso – a togliergli il fiato. Non erano gli occhi di una bambina. Erano gli occhi di qualcuno che aveva già visto la fine del mondo.
Jacob si accovacciò. Si assicurò di tenere le mani ben visibili, lontane dalla cintura.
"Come ti chiami, piccolo/a?"
«Lily», sussurrò. La parola era così flebile che il vento quasi la portò via.
“Tua zia dice che non vuoi questo matrimonio.”
Lily strinse la mascella, una scintilla di improvvisa e fiera sfida balenò nel terrore. "Sono troppo giovane per essere una moglie. Voglio andare a scuola. Voglio respirare senza che lui mi guardi."
Jacob sentì un peso gravargli sulle spalle, il familiare e pesante manto di un protettore. Aveva deluso sua figlia contro la febbre, un nemico che non era riuscito a sconfiggere né a seminare. Ma Vernon Kates? Kates era fatto di carne e ossa.
Jacob si alzò e guardò la zia. «Se la porto via, verranno. Si porteranno il distintivo e la pistola.»
«Morirà se va da lui», disse la donna con voce strozzata. «Forse continuerà a respirare, ma sarà morta dentro. Ti prego, Jacob.»
Jacob annuì una sola volta. Un movimento breve e deciso. "Portala giù. C'è una cantina sotto il fienile. È asciutta, nascosta sotto i sacchi di mangime. Nessuno sa che esiste, tranne me e i fantasmi."
Capitolo 3: La tempesta in arrivo
Le successive quarantotto ore furono una vera e propria lezione magistrale di gestione della tensione.
Jacob si muoveva con precisione meccanica. Dava da mangiare a Lily nell'oscurità, portandole biscotti e carne salata, parlandole a bassa voce e con tono calmo per evitare che il suo cuore le uscisse dalle costole. La vide trasformarsi da un coniglietto tremante in qualcosa di più deciso. Lei lo osservava con un'intensità che lo metteva a disagio, come se stesse cercando di memorizzare la sagoma di un uomo che avrebbe rischiato la vita per uno sconosciuto.
La mattina del secondo giorno, la pace era ormai infranta.
Cal Brennan, un vicino la cui anima era metà cuoio di mucca e metà whisky, arrivò a cavallo fino al portico. Non smontò da cavallo.
«Jacob», disse Cal, scrutando il fienile con lo sguardo. «La città è in subbuglio. Kates ha messo una ricompensa. Cento dollari per la ragazza. E una corda per chiunque la trovi.»
«Davvero?» disse Jacob, appoggiandosi alla ringhiera del portico e sorseggiando un caffè che sapeva di acido di batteria.
«Dice che è stata rapita. Dice che sei tu. Ha convinto lo sceriffo, o l'ha corrotto. Stanno arrivando, Jacob. E non sono venuti per fare due chiacchiere.»
"Grazie per l'avvertimento, Cal."
Cal lo guardò, il volto un'espressione di profonda preoccupazione. "Jacob, è solo una ragazza. Vale la pena sacrificare il ranch? Vale la pena rischiare la tua vita?"
Jacob guardò la porta del fienile. Pensò a Lily in cantina, intenta a leggere un vecchio libro di sua moglie a lume di candela. "Ci sono cose che non hanno prezzo, Cal. Se cominciassimo a vendere i bambini per pagare i debiti, tanto varrebbe radere al suolo tutto il territorio e ricominciare da capo."
Cal sputò nella polvere. "Immaginavo che avresti detto qualcosa del genere. Sei sempre stato un testardo bastardo."
Mentre Cal si allontanava a cavallo, Jacob non tornò al suo caffè. Andò all'armadietto delle armi. Tirò fuori il Winchester '73, controllò il meccanismo a leva e iniziò a caricare le cartucce di ottone nel caricatore. Una per una. Il ticchettio metallico era l'unica musica che si sentiva in casa.
Capitolo 4: La legge degli uomini e la legge del diritto
Lo scontro è avvenuto a mezzogiorno.
Prima è apparsa la polvere, una nuvola agitata sul sentiero meridionale. Poi sono arrivati i cavalli. Sei cavalli.
Vernon Kates cavalcava al centro, con l'aspetto di un re in un lungo cappotto nero e un cappello bianco immacolato. Alla sua sinistra c'era Marshall Hayes, un uomo che un tempo era stato buono ma che era invecchiato e stanco in un mondo che premiava la crudeltà. Dietro di loro c'erano due pistoleri assoldati e il padre di Lily, un uomo di nome Silas che sembrava un cane bastonato.
Jacob non si nascose. Sedeva sulla veranda, su una sedia a dondolo, con il Winchester appoggiato sulle ginocchia.
Kates trattenne il suo cavallo, gli zoccoli della bestia sollevavano una nuvola di sabbia. «Mercer», abbaiò. «Credo che tu abbia qualcosa di mio.»
«Non vedo altro che terra e bestiame qui, Kates», rispose Jacob.
«Non fare lo sciocco», sogghignò Kates. Indicò Silas con un gesto. «Il padre della ragazza è qui. Ha il contratto. Lei è legalmente di mia proprietà fino al giorno della sua morte. Stai dando rifugio a una fuggitiva e a una ladra.»
Marshall Hayes si fece avanti, il suo cavallo si agitò nervosamente. «Jacob, non costringermi a farlo. Consegnamela, e forse potremo dimenticare l'accusa di rapimento. È una questione legale, figliolo.»
«Legale?» Jacob si alzò in piedi, la sedia cigolava dietro di lui. «Da quando vendere una ragazzina di tredici anni è legale, Marshall? Mi conosci da vent'anni. Pensi che io sia un rapitore?»
«Credo che tu sia un uomo che si lascia guidare dalle emozioni e non rispetta la legge», disse Hayes, pur evitando lo sguardo di Jacob.
Improvvisamente, il lato del cortile si animò di movimento. Cal Brennan e altri tre allevatori locali sbucarono da dietro il granaio. Non stavano caricando; erano semplicemente lì, con i fucili appoggiati sulle selle.
"La ragazza resta", disse Cal.
Il viso di Kates assunse una sfumatura color prugna screziata. "Questa è un'insurrezione! Maresciallo, arrestali tutti!"
La tensione era palpabile, come un filo teso al punto da spezzarsi e staccare la testa a tutti. I sicari allungarono verso le fondine. Il dito di Jacob trovò il grilletto.
"Aspettare!"
Il grido proveniva dalla strada. Un piccolo calesse sfrecciava verso il ranch, guidato da una donna vestita di nero.
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!