Una strada statale, una tela d’asfalto apparentementenormalesotto il cielo del giorno, tra le curve che disegnano il paesaggio montano, il velo sottile della quotidianità si è spezzato in un istante che ha cancellato ogni apparente serenità.
Al volante della sua automobile, la trentatreenne Elisa De Paris stava percorrendo quella strada come aveva fatto innumerevoli altre volte.Nei suoi pensieri, la donna portava laleggera faticadi un giorno come tanti e forse il sorriso dei suoi due bambini piccoli, che l’attendevano a casa.
Un dettagliobanale, di vita semplice, destinato a diventare un ricordo insostenibile.Non c’era alcun presagio, nessun segnale di allarme visibile. Solo il suono regolare del motore e l’aria che fischiava sui finestrini, prima che il destino cambiasse traiettoria.È arrivatoall’improvviso, con la forza cieca di un incontro impossibile.

L’asfalto, per un attimo, è parso tremare.Unrumore sordo, metallico e violento, ha sovrastato ogni altra percezione, risuonando nella valle come uno schianto fuori tempo. È il suono che precede ilsilenzio assoluto, quello che congela ogni cosa.Quando la polvere si è diradata, la scena era già mutata per sempre. Per i soccorritori giunti sul posto, era chiaro che si era consumato il peggio.
Aveva appena detto buonanotte ai suoi bambini ma Elisa, purtroppo, ha perso la vita a soli 33 anni. Ricostruiamo insieme l’accaduto, nella pagina successiva del nostro articolo.