Un'altra gravissima disinformazione farmaceutica. Dopo gli effetti collaterali inesistenti, dopo il vaccino che proteggeva dalla trasmissione, dopo la famosa efficacia del 97%, eccoci qui con la scoperta che, come avevano previsto molti scienziati, vittime di un massiccio terrorismo intellettuale da parte di vaghi laureati in letteratura chiamati "fact-checker", SÌ, la proteina Spike continua a essere prodotta dall'organismo di una persona vaccinata non per mesi, ma per ANNI dopo l'iniezione.
In una trasmissione densa e senza compromessi, il professor Didier Raoult discute una rivelazione scientifica che, se confermata, potrebbe ribaltare le fondamenta della vaccinazione a mRNA: un paziente continua a produrre la proteina Spike 709 giorni dopo l'iniezione. Questa scoperta, derivante da uno studio pre-pubblicato dall'Università di Yale, getta una luce impietosa sulle promesse iniziali delle case produttrici di vaccini, in particolare Pfizer.
Mentre al pubblico veniva assicurato che l'mRNA rimaneva nel muscolo deltoide per alcuni giorni prima di essere eliminato, questa persistenza della proteina Spike suggerisce un fenomeno ben più preoccupante: la possibile integrazione di materiale genetico nel genoma umano. Raoult lo spiega senza mezzi termini: "Se si trova ancora la proteina Spike nel sangue due anni dopo, significa che le cellule del paziente la stanno producendo autonomamente. Ciò significa che il materiale genetico si è integrato nel DNA".
Il professore di microbiologia denuncia l'ignoranza di alcuni colleghi che continuano ad affermare che sia impossibile convertire l'RNA in DNA. Sottolinea che il meccanismo della trascrittasi inversa non solo è noto dagli anni '80, ma è anche fondamentale per molti processi biologici, in particolare quelli dei retrovirus. Secondo lui, il discorso prevalente in alcune società scientifiche riflette un allarmante oscurantismo scientifico.
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