La proteina Spike viene prodotta ancora 700 giorni dopo l'iniezione!

Raoult auspica un'autentica indagine di sanità pubblica per valutare le conseguenze di tale integrazione, in particolare il potenziale aumento dei linfomi. Sottolinea il ruolo delle cellule con elevata attività di divisione – linfonodi, midollo osseo, gonadi – che sono particolarmente suscettibili all'integrazione di materiale genetico estraneo.

Il programma affronta poi il ruolo della proteina Spike stessa. Questa proteina, progettata per consentire al virus di entrare nelle cellule umane, è anche tossica. È stata riscontrata nel cuore, nel cervello, nei testicoli e nelle ovaie. Può causare miocardite, soprattutto nei giovani uomini. Per Raoult, questa non è solo un'ipotesi: "Abbiamo osservato una sovrarappresentazione di casi positivi tra gli individui vaccinati di recente, e questo è stato evidente fin dalle prime settimane della campagna".

Implicitamente, il professore critica il modo in cui sono stati condotti gli studi sull'efficacia. Denuncia il bias statistico derivante dall'esclusione dei primi 15 giorni successivi all'iniezione dalle analisi sull'efficacia del vaccino, sebbene sia proprio durante questo periodo che sono stati osservati molti effetti avversi. Questa tattica, utilizzata a suo dire in diverse pubblicazioni autorevoli, equivale a una "frode dall'inizio alla fine".

Raoult menziona anche il meccanismo di facilitazione degli anticorpi, ben noto nel caso della dengue, che potrebbe aver aggravato l'infezione in alcuni individui vaccinati. Afferma che questa ipotesi è stata deliberatamente esclusa dal dibattito pubblico, sebbene, a suo parere, spiegherebbe l'aumento dei casi gravi tra i bambini un anno dopo l'avvio della campagna vaccinale.

Il dibattito si estende quindi oltre la sfera medica per abbracciare questioni politiche ed economiche. Raoult denuncia una corruzione sistemica delle istituzioni scientifiche e delle riviste mediche, controllate da enormi interessi finanziari. Cita i casi del Vioxx (circa 50.000 morti) e del vaccino contro l'HPV, entrambi commercializzati da Merck, come esempi di gravi manipolazioni insabbiate. "Nessuno è finito in prigione", sottolinea, evidenziando che le multe rappresentano solo una frazione dei profitti realizzati.